Grafica INPS
Molta parte della comunicazione grafica INPS, prodotta dall’Ufficio Stampa della sede di Roma, tra la fine degli anni 50 e l’inizio degli anni 70 – manifesti, agende, calendari, folder, pubblicazioni, biglietti augurali e pannelli espositivi – è opera di Carlo Corsetti.
Si tratta di una produzione vastissima di cui restano alla famiglia solo alcune stampe e pochi bozzetti originali, il restante è stato donato dai figli all’archivio storico dell’INPS, in un fondo a suo nome, con documenti che evidenziano le sue capacità tecniche e creative, e quando è opportuno, la naturale vena ironica.
Nelle prime immagini qui riprodotte, troviamo i temi che sono al centro delle grandi campagne INPS. Vi prevale il gusto pittorico del colore e l’aggiunta di piccole illustrazioni, a rendere meno fredda ed impersonale la presentazione dei dati informativi e statistici.
E’ molto importante, da un punto di vista tecnico, considerare che il computer è di là da venire e non esistono ancora neanche i minimi supporti grafici, come i trasferibili o i retini, mancano persino i pennarelli colorati. Quindi si utilizza prevalentemente la china e la tempera e tutto è frutto di lavoro manuale fin nei minimi particolari, addirittura, come nel caso della copertina del libretto per l’inaugurazione della sede di Palazzo Pazzi, Carlo sceglie di eseguire un bassorilievo che poi viene fotografato.
A questo proposito va detto che le componenti testuale ed iconografica sono gestite di volta in volta in modo vario e creativo, aggirando le rigidità obbligate dal testo, per rendere più efficace il messaggio.
La grafica destinata alla comunicazione interna del personale, è invece caratterizzata da un linguaggio lieve e scoppiettante, come nelle gustose interpretazioni caricaturali delle vignette per i piccoli calendari da taschino o quelle relative alle attività ricreative dei dipendenti.
Scorrendo le immagini e tornando indietro nel tempo, si coglie la centralità della funzione dell’INPS, che si affianca in modo determinante non solo ai lavoratori, ma anche alle loro famiglie, supportando e sostenendo fragilità economiche, emergenze sanitarie, e con attività di riqualificazione professionale.
Segni di una società concretamente fondata sul lavoro e sulla solidarietà, valori che sono la base fondante del sistema di Previdenza Sociale.

































